Il cigno nero

Il cigno nero

Il cigno nero, Nassim Nicholas Taleb, Il Saggiatore, circa 350 pagine | Qualsiasi deviazione dal pensiero collettivo, soprattutto oggi, è preziosa. Ma non significa che “pensare contro” sia auspicabile sempre. Al contrario, l’individuo coattivamente alternativo, che palesa la propria mera e vuota alternatività come valore aggiunto, come fine, è proprio il parossismo della rinuncia al pensiero critico.

Ecco, Nassim Nicholas Taleb e il suo famoso saggio Il cigno nero, invece, sono quel tipo di eresie che se da una parte, inevitabilmente, alimentano e definiscono l’ortodossia, dall’altra restituiscono una considerazione d’insieme e una capacità di analisi rara e stupefacente.

Il libro, come forse sai oppure come forse non sai, tratta l’incertezza. (!)

Taleb si muove tra epistemologia e filosofia, scienze e marketing, finanza e lettere. Si toccano argomenti quali libero arbitrio e conoscenza, probabilità e frattali, narrazioni e storia. È un libro denso. Particolarmente interessante seguire l’autore – di origine libanese – attraverso l’analisi delle rappresentazioni di nazionalità e di religione. (il ruolo di quella specifica, di quel “di origine libanese”, è da intendersi quale rafforzativo storico dei due argomenti in oggetto: nazionalità e religione). Straordinario il concetto di “fallacia narrativa” e gli excursus sulla responsabilità dell’informazione e le pericolosità delle generalizzazioni, su talento e successo (è il successo a derivare dal talento o è il talento a derivare dal successo?), sulla viziosità degli ambienti autoconfermativi, sul passato, su quanto “vediamo” e specialmente su quanto “non vediamo” e sulla quantomai necessaria sospensione del giudizio.
Se, come diceva Borges, in ultima istanza donne e uomini possono essere ricondotti alla dicotomia Platone-Aristotele, ecco, io mi sono sempre sentito un platonico. Taleb con “platonicità” intende una semplificazione fuorviante, una schematizzazione riduttiva, la confusione tra “mappa” e “territorio”. Anche per questo motivo Il cigno nero è un libro prezioso, perché mi ha “obbligato” a un confronto.

Insomma, Il cigno nero è una bomba e un libro che andrebbe comprato, sottolineato, appuntato e letto.

 

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