Cinque racconti di Julio Cortázar

Oops… I did it again.

Dopo avere gerarchizzato arbitrariamente los cuentos di Jorge Luis Borges, non domo, ho messo le mani su cinque raccolte di racconti di Julio Florencio Cortázar Descotte e, per ogni libro, ho scelto un racconto, il mio preferito.

Il gioco ha subito alcuni accorgimenti (l’avrete notato miei amabili perdigiorno): non pescheremo dal mazzo – come la scorsa volta – ci dedicheremo a vomitare un coniglietto per ciascuno: un coniglietto per Bestiario un coniglietto per Le armi segrete un coniglietto per Tutti i fuochi il fuoco un coniglietto per Ottaedro un coniglietto per Tanto amore per Glenda.

Eccoli, i libri.

E se pensate di avere subodorato qualcosa, con la faccenda dei coniglietti, state subodorando male.

Lontana | Bestiario | 1951

Bestiario è il primo libro di Julio Cortázar, anche se in verità non è così. In verità ha pubblicato a 24 anni le poesie di Presencia con lo pseudonimo Julio Denis (una sorta di capriccio) e Los Reyes a 35 anni, drammaturgia minotauresca al rovescio. Bestiario, tuttavia, è il primo libro di racconti e ha il merito di restituire l’incedere sul quale Cortázar proseguirà il proprio percorso letterario. Bestiario comincia con Casa occupata, il racconto cortázariano più famoso. Per quanto mi riguarda, Casa occupata non rientrerebbe nemmeno in una top 5 di Bestiario. Il “mio” racconto è Lontana. Il doppio, lo sci-fi, Buenos Aires e Budapest. Con molto meno ci smazziamo serie televisive e commentiamo entusiasti su Facebook. #teamdoppleganger

Il persecutore | Le armi segrete | 1959

Non c’è partita. Nonostante sia obiettivamente un racconto “allungato” e ricordi quei romanzi brevi che padroneggiava – tra gli altri – il signor Onetti, Juan Carlos. Tant’è. Per diretta ammissione di Cortázar è la Rayuelita, il primo germe. La storia di Charlie Parker lookalike, alcune delle migliori pagine mai scritte. Imperdibile.

L’isola a mezzogiorno | Tutti i fuochi il fuoco | 1966

Non è stato facile. Tutti i fuochi il fuoco è GRANDE. C’è il racconto spartiacque Riunione: una presa di coscienza e una dichiarazione di intenti. C’è L’autostrada del Sud, per la quale non impazzisco ma che mi diverte leggere. C’è lo stile de La signorina Cora, altro marchio di fabbrica. C’è lo spettacolare gioco di spaziotempo de L’altro cielo. E allora coraggio, Andreone. Dico L’isola a mezzogiorno perché è il primo racconto con finale aperto che abbia mai letto. E perché è un racconto magnifico. E perché ho paura degli aerei.

Estate | Ottaedro | 1974

Ottaedro è il libro che ricordo meno, di questo lotto. Perché è quello che meno mi piace. Forse che Ottaedro non mi piace, e basta? Non esageriamo (ma ci penso). Anche se il registro è più edgarallaniano che cortázariano, opto per il cavallo goloso della coppia sfigatona di Estate. Ma la strada era già stata ampiamente battuta. #cavallidiritorno

Nastro di Moebius | Tanto amore per Glenda | 1980

Libro gargantuesco. Cito: Orientamento dei gatti, Testo in un taccuino, l’architettura allucinante di Clone, il ritmo e la chiusa pazzesca di Disegni sui muri, Storie che mi racconto e Nastro di Moebius. Sono tutti da antologia. In finale ci mando Testo in un taccuino e Nastro di Moebius: da una parte un tema feticcio di Cortázar – la metropolitana – raccontato in maniera inedita, dall’altra quella superficie non orientabile che descrive in maniera sartoriale non solo l’uomo Cortázar, ma anche il suo tentativo letterario. Ci vorrebbe un ex aequo. Davvero, guarda, ci vorrebbe proprio. Non so decidermi. Che tensione. L’avverti anche tu, lettore, la tensione? Sì? Bene. Anche se, un attimo, gente. Dalla regia mi fanno notare che sta scritto una mezza dozzina di righe sopra, il racconto scelto, e altroché tensione. Ciaone.

Amici del Secolo Corta, perché non fate pure la vostra, di top 5, attraverso i commenti? 

Ogni libro un racconto: le regole sono le regole.

Abbracci!

8 replies
  1. Enrico Brega
    Enrico Brega says:

    Dei suddetti libri fin qui ho letto solo ‘Tanto amore per Glenda’ prediligendo il Nastro di Moebius. Chissà perché mi porta alla mente ‘Fiction’s about what is to be fucking human being’ del grandissimo DFW. Che c’entra, qualcuno potrebbe dire. C’entra, e come!
    Sto per acquistare gli altri libri. E li commenterò.
    Un caro saluto.

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  2. Pietro
    Pietro says:

    Amo Cortàzar alla follia…posseggo tutti i suoi lavori, e volevo segnalarvi, su tutti, due straordinari racconti:
    La morte supina, e Axolotl…
    Buona lettura

    Reply
  3. Pietro
    Pietro says:

    Amo Cortàzar alla follia…posseggo tutti i suoi lavori, e volevo segnalarvi, su tutti, due straordinari racconti:
    La notte supina, e Axolotl…
    Buona lettura

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